Portare un tema alle Costellazioni Familiari: cosa aspettarsi
Spesso chi desidera partecipare a un incontro di Costellazioni Familiari mi chiede:
“Se vengo, posso essere sicuro di portare il mio tema?”
La risposta onesta è: no, non posso garantirlo.
Il lavoro delle Costellazioni Familiari, così come lo conduco io, è prima di tutto un percorso spirituale. Ci si affida al Campo, a quella forza più grande che guida i movimenti e fa emergere ciò che è pronto a essere visto. Anch’io ascolto il Campo, seguendo dove c’è più energia, quale tema chiama per primo, quale movimento desidera mostrarsi.
Per questo motivo non è possibile sapere in anticipo quante persone costelleranno né quanto durerà ogni singolo lavoro. Ogni costellazione ha un proprio ritmo e un proprio respiro. Stabilire tutto in anticipo significherebbe sostituire la volontà del Campo con la mia personale.
Esistono diverse modalità di organizzazione: chi programma in anticipo chi porterà il tema, chi distingue tra chi partecipa come protagonista e chi come rappresentante, chi stabilisce costi differenti. Sono scelte legittime, ma per le scuole che ho frequentato in Italia e alla Hellingerschule, il lavoro di chi porta un tema e chi rappresenta ha la stessa dignità e profondità. Anche chi non porta un tema personale viene toccato e trasformato dal Campo. Il mio modo di lavorare si fonda su fiducia, rispetto dei tempi di ognuno e ascolto di qualcosa di più grande di noi, senza creare differenze di valore tra chi partecipa.