“La mia storia è grave. È difficile. È complicata.”
Te ne parlo perché spesso mi sento dire:
“La mia storia è grave. È difficile. È complicata.”
E quasi sempre queste parole arrivano come se questa storia fosse più pesante,
più ingiusta,
più intricata
di quella degli altri.
Come costellatrice voglio dirti questo:
ogni storia è grave per chi la vive.
Ogni dolore è vero.
Ma il dolore non è una gara
e la complessità non ci rende speciali.
La vita è complessa. Punto.
Per tutti.
Dietro ogni persona che incontri c’è un intreccio di legami, mancanze, irretimenti, amori interrotti e fedeltà invisibili.
Solo che non sempre lo vedi.
E non sempre viene raccontato.
Quando dici “la mia storia è più difficile”, spesso non stai parlando della storia.
Stai chiedendo di essere visto.
Riconosciuto.
Tenuto.
E questo è umano.
Ma la guarigione inizia quando smettiamo di isolarci nel nostro dolore
e accettiamo che la sofferenza ci unisce più di quanto ci distingua.
La tua storia non ha bisogno di essere la più grave per meritare ascolto.
Merita spazio perché è tua.
E questo basta.